Stanno come in gruppo e sono lì, tutte le miserie degli uomini - l’esito di quel che non si sa – e c’è la sola vanità che può respingerle, spostando il giorno in cui dovrà soccombere.
Stanno… e non si estingueranno mai. E per questo esistono le favole, che raccontano di un aldilà dove trovar di nuovo ciò che andremo a perdere: amori… affetti… Ed è compassionevole.
Abbracciami e baciami con il baccano della felicità: godiamoci con voluttà. Godiamoci. “Everything’s vanity” is what you say, My sweet, sweet love (rispose lei) But “everything” means that even these words are vain. My love (ancora lei) “Everything can be beautiful now” I say, My dove… Also beauty must die anyway.
Stanno pronte ad ogni evenienza: nello sguardo di quel vecchio instabile, dietro al gran cespuglio, proprio là, e nel portamonete di quello sbruffone che gioca all’idiota con le sue macchine.
Stanno… e non potrai starne senza, non per sempre, dolce mia adorabile. Perciò, come fa la vanità, spostiamoci dall’ombra che le genera, sapendo che non vorrà dire vincerle.
Abbracciami e baciami con il baccano della felicità: godiamoci con voluttà. Godiamoci…
Cappellaio matto
I miei cappelli
Vittorio Sereni
Con non altri che te è il colloquio. Non lunga tra due golfi di clamore va, tutte case, la via; ma l'apre d'un tratto uno squarcio ove irrompono sparuti monelli e forse il sole a primavera. Adesso dentro lei par sempre sera. Oltre anche più s'abbuia, è cenere e fumo la via. Ma i volti non so dire: ombra più ombra di fatica e d'ira. A quella pena irride uno scatto di tacchi adolescenti l'improvviso sgolarsi d'un duetto d'opera a un accorso capannello: E qui t'aspetto.
Questi sono i miei Fiumi
Un breve ritorno al blog per lungo tempo abbandonato, non servono parole, bastano gli occhi e le orecchie, questi video per me sono meravigliosi. Buona visione...
Quale è il miglior film sulla guerra del vietnam?
Charles Baudelaire
(Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867) è stato un poeta e critico letterario francese.
Al Lettore
La stoltezza, l'errore, il peccato, l'avarizia, abitano i nostri spiriti e agitano i nostri corpi; noi nutriamo amabili rimorsi come i mendicanti alimentano i loro insetti.
I nostri peccati sono testardi, vili i nostri pentimenti; ci facciamo pagare lautamente le nostre confessioni e ritorniamo gai pel sentiero melmoso, convinti d'aver lavato con lagrime miserevoli tutte le nostre macchie.
È Satana Trismegisto che culla a lungo sul cuscino del male il nostro spirito stregato, svaporando, dotto chimico, il ricco metallo della nostra volontà.
Il Diavolo regge i fili che ci muovono! Gli oggetti ripugnanti ci affascinano; ogni giorno discendiamo d'un passo verso l'Inferno, senza provare orrore, attraversando tenebre mefitiche.
Come un vizioso povero che bacia e tetta il seno martoriato d'un'antica puttana, noi al volo rubiamo un piacere clandestino e lo spremiamo con forza, quasi fosse una vecchia arancia.
Serrato, brulicante come un milione di vermi, un popolo di demoni gavazza nei nostri cervelli, e quando respiriamo, la morte ci scende nei polmoni quale un fiume invisibile dai cupi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, il pugnale, l'incendio, non hanno ancora ricamato con le loro forme piacevoli il canovaccio banale dei nostri miseri destini, è perché non abbiamo, ahimé, un'anima sufficientemente ardita.
Ma in mezzo agli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli scorpioni, gli avvoltoi, i serpenti, fra i mostri che guaiscono, urlano, grugniscono entro il serraglio infame dei nostri vizi,
uno ve n'è, più laido, più cattivo, più immondo. Sebbene non faccia grandi gesti, né lanci acute strida, ridurrebbe volentieri la terra a una rovina e in un solo sbadiglio ingoierebbe il mondo.
È la Noia! L'occhio gravato da una lagrima involontaria, sogna patiboli fumando la sua pipa. Tu lo conosci, lettore, questo mostro delicato - tu, ipocrita lettore - mio simile e fratello!
Futura
Chissà chissà domani su che cosa metteremo le mani se si potrà contare ancora le onde del mare e alzare la testa non esser così seria, rimani, i russi, i russi gli americani no lacrime non fermarti fino a domani sarà stato forse un tuono non mi meraviglio è una notte di fuoco dove sono le tue mani, nascerà e non avrà paura nostro figlio e chissà come sarà lui domani su quali strade camminerà cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani si muoverà e potrà volare nuoterà su una stella come sei bella e se è una femmina si chiamerà futura. Il suo nome detto questa notte mette già paura sarà diversa bella come una stella sarai tu in miniatura ma non fermarti voglio ancora baciarti chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro qui tutto il mondo sembra fatto di vetro e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio. Di più, muoviti più fretta di più, benedetta, più su, nel silenzio tra le nuvole, più su che si arriva alla luna, si la luna ma non è bella come te questa luna è una sottana americana Allora su mettendoci di fianco, più su guida tu che sono stanco, più su in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su son sicuro che c'e' il sole ma che sole è un cappello di ghiaccio questo sole è una catena di ferro senza amore, amore, amore, amore. Lento lento adesso batte più lento, ciao, come stai? il tuo cuore lo sento i tuoi occhi così belli non li ho visti mai ma adesso non voltarti voglio ancora guardarti non girare la testa dove sono le tue mani? aspettiamo che ritorni la luce, di sentire una voce aspettiamo senza avere paura, domani
Tra le tre "canzoni" del post "comunque tre lettere" quale è quella che più vi è piaciuta
Marte e Fede
Quanto è affettuoso il mio cagnolino?
In fiore
Provate a immaginare il profumo che c'era sotto questo albero, era semplicemente meraviglioso.
Libera Nos Domine
Da morte nera e secca, da morte innaturale, da morte prematura, da morte industriale, per mano poliziotta, di pazzo generale, diossina o colorante, da incidente stradale, dalle palle vaganti d' ogni tipo e ideale, da tutti questi insieme e da ogni altro male, libera nos Domine! Da tutti gli imbecilli d' ogni razza e colore, dai sacri sanfedisti e da quel loro odore, dai pazzi giacobini e dal loro bruciore, da visionari e martiri dell' odio e del terrore, da chi ti paradisa dicendo "è per amore", dai manichei che ti urlano "o con noi o traditore!", libera nos Domine! Dai poveri di spirito e dagli intolleranti, da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti, da eroi, navigatori, profeti, vati, santi, dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti, dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti, dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti, libera nos Domine! Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura, dai preti d' ogni credo, da ogni loro impostura, da inferni e paradisi, da una vita futura, da utopie per lenire questa morte sicura, da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura, da fedeli invasati d' ogni tipo e natura, libera nos Domine, libera nos Domine...
Krzysztof Kieslowski
(Varsavia, 27 giugno 1941 – Varsavia, 13 marzo 1996)
Ecco a voi, John Doe
Curiosità
A chi piacciono i fumetti ben fatti, a chi piacciono i film ben fatti o a chi ama che due cose ben fatte vengano, anche se solo per un niente, a unirsi, voglio evidenziere che nel numero di novembre di John Doe in una striscia, appaiono due riferimenti a film di uno dei registi di genio italiano. Non vi dico quele, a chi interessa, " se trova il tempo, li troverà"
Rino
Rino Gaetano pseudonimo di Salvatore Antonio Gaetano (Crotone, 29 ottobre 1950 – Roma, 2 giugno 1981)
La donna mia
Femminile, profumata, elegante, dolce, bella e generosa. Estroversa, un po' truccata, ottimista, intelligente, misteriosa...La donna mia
Quale, tra le canzoni sul post "Donne" rappresenta meglio l'universo femminile?
Qualcuno su un' isola, tempo fà.
Musicanti
I musicanti accordano il violino. Stà sera, suoneranno sulla luna. E non importa niente se la gente del caffé, non capirà la loro anima. I musicanti non piangono mai!
Sogna...
Ti prego taci e volgi gli occhi fin là e resta con me, a guardare. Preferisco così e non mi chiedere a cosa penso, è inutile, preferisco così, ti prego non insistere.
Proverbio
Dai nemici mi guardi Dio, che dagli amici mi guardo Io
Lucio Dalla
Bologna, 4 marzo 1943
Madonna disperazione
Quante sono le ore per arrivare a domani Madonna disperazione mentre esce dal portone si frega le mani. Quanti bei baci per coprire la tua pelle Madonna disperazione dopo le mani non fregarti anche le stelle. Quante notizie buttate dentro alla radio Madonna disperazione a mezzanotte entra ed esce dall'armadio. Quanta fame per una pizza, una birra e un panino Madonna disperazione senza farsi notare si siede al tavolo di un ragazzino. Una macchina butta canzoni per due occhi tondi come duecento lire Madonna disperazione gli occhi li ha chiusi ma fa finta di dormire. Quanto coraggio per sputare dai denti un buonasera Madonna disperazione gli occhi ha nella borsa e si sbuccia una pera. Quanta nostalgia a pensare a qualcuno che sta molto lontano Madonna disperazione ne approfitta e ti agguanta la mano. C'è molta poesia a stare zitti se non si ha niente da direMadonna disperazione corre a disfare la piega del letto per andare a dormire e la notte, la notte è finita la notte è finita in un bicchiere di birra e diventa più scura Madonna disperazione fa si con la testa e fa finta di avere paura. Che disastro esser convinti di non credere più a niente c'è madonna disperazione che anche al buio ti vede e ti sente non avere niente da leggere non avere da sognare Madonna disperazione è di spalle e si comincia a pettinare. Quanto potresti pagare per non avere più la memoria e non vedere Madonna disperazione mentre si strucca e poi si spoglia. Ecco il giorno è finito il quadro diventa perfetto perché madonna disperazione ha capito e si infila nel letto
La casa del sonno
Con questo libro Jonathan Coe vince nel 2004 il Prix européen des Jeunes Lecteurs
La fiammiferaia
Aki Kaurismäki (Orimattila, 4 aprile 1957) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e attore finlandese
Meline della felicità
Seta
Quando la prendi tra le dita è come stringere il niente
Mio signore amato non aver paura, non muoverti, resta in silenzio, nessuno ci vedrà. Rimani così, ti voglio guardare, io ti ho guardato tanto ma non eri per me, adeso sei per me, non avvicinarti, ti prego, resta come sei, abbiamo una notte per noi, e io voglio guardarti, non ti ho mai visto così, il tuo corpo per me, la tua pelle, chiudi gli occhi e accarezzati, ti prego, non aprire gli occhi se puoi, e accarezzati, sono cos' belle le tue mani, le ho sognate tante volte e adesso le voglio vedere, mi piace vederle sulla tua pelle, così, ti prego continua, non aprire gli occhi, io sono qui, nessuno ci può vedere e io sono vicina a te, accarezati signore amato mio, accarezza il tuo sesso, ti prego, piano, è bella la tua mano sul tuo sesso, non smettere a me piace guardarla e guardarti, sognore amato mio, non aprire gli occhi, non ancora, non devi aver paura sono vicina a te, mi senti? sono qui, ti posso sfiorare, è seta questa, la senti? è la seta del mio vestito, non aprire gli occhi e avrai la mia pelle, avrai le mie labbra, quando ti toccherò per la prima volta sarà con le mie labbra, tu non saprai dove, e a un certo punto sentirai il calore delle mie labbra, addosso, non puoi sapere dove se non apri gli occhi, non aprirli, sentirai la mia bocca dove non sai, d'improvviso, sarà forse nei tuoi occhi, appoggerò la mia bocca sulle palpebre e le ciglia, sentirai il calore entrare nella tua testa e le mie labbra nei tuoi occhi, dentro, o forse sarà sul tuo sesso, appoggerò le mie labbra, laggiù, e le schiuderò scendendo a poco a poco, lascerò che il tuo sesso schiuda la mia bocca, entrando tra le mie labbra, e spingere la mia lingua, la mia saliva scenderà lungo la tua pelle fin nella tua mano, il mio bacio e la tua mano, uno dentro l'altra, sul tuo sesso, finche alla fine ti bacerò sul cuore, perche ti voglio, morderò la pelle che batte sul tuo cuore, perche ti voglio e con il cuore tra le mie labbra tu sarai mio, davvero, con la mia bocca nel cuore tu sarai mio, per sempre, se non mi credi apri gli occhi signore amato mio e guardami, sono io, chi potrà mai cancellare questo istante che accade, e questo mio corpo senza più seta, le tue mani che lo toccano, i tuoi occhi che lo guardano, le tue dita nel mio sesso, la tua lingua sulle mie labbra, tu che scivoli sotto di me, prendi i miei fianchi, mi sollevi, mi lasci scivolare sul tuo sesso, oiano, chi porà cancellare, questo, tu dentro di me a muoverti adagio, le tue mani sul mio volto, le tue dita nella mia bocca, il piacere nei tuoi occhi, la tua voce, ti muovi adagio ma fino a farmi male, il mio piacere, la mia voce, il mio corpo sul tuo, la tua schiena che mi solleva, le tue braccia che non mi lasciano andare, i colpi dentro di me, è violenza dolce, vedo i tuoi ochi cercare nei miei, vogliono sapere fino a dove farmi male, fino a dove vuoi, signore amato mio, non c'è fine non finirà, lo vedi? nesuno potrà cancellare questo istante che accade, per sempre getterai la testa all'indietro, gridando, per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia, la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta, non c'è più tempo per fuggire e forza per resistere, doveva essere questo istante, e questo istante è, credimi, signore amato mio, quest'istante sarà, da adesso in poi, sarà, fino alla fine, noi non ci vedremo più, signore, quel che era per noi, l'abbiamo fatto e voi lo sapete, credetemi: l'abbiamo fatto per sempre. Serbate la vostra vita al riparo da me. E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità, a dimenticare questa donna, che ora vi dice, senza rimpianto, addio.
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