25 nov 2007

Buona Domenica


La cucina era tutta in soqquadro dopo il pranzo della domenica, sono entrato per bere un bicchiere d'acqua prima di uscire per la solita visitina al bar con gli amici del dopopranzo e la televisione trasmetteva "Buona Domenica".
Cazzo, è inutile starci a filosofeggiare sopra, gente finta, sorrisi finti, tutto che punta sull'estetica e niente alla reale sostanza delle cose, cercano di imbambolarti con bei culi danzanti e volti ben truccati (anche quelli di uomo), con finta attualità, l'attualità dei deficienti e si specula allegramente sulle disgrazie della gente. Fanculo, meglio di me può parlare chi lo sa davvero fare, passo la parola a Francesco.

Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante
,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,

ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,

a chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico...


Per principio mi dà sui nervi quello che stò per dire, ma, Riflettiamoci su.

24 nov 2007

Futura

Grazie ad anonimo (al quale chiedo di firmarsi se gli/le va) per lo spunto.
Godetevi la meraviglia di questa canzone e di questo autore di talento italiano, se a pelle non sopportate Lucio Dalla, come a volte succede a qualcuno, per i suoi caratteristici gorgoglii, provate a resistere e vedrete che in pochissimo tempo vi travolgerà.
Lucio è romantico, duro, a volte volgare, sensibilissimo, indovino, capace di descrivere in due parole quello che in 1000 a noi non riesce, stravagante, originale e grande musicista.
Ecco a voi "Futura".

23 nov 2007

Tre generi di film


Il primo film di cui voglio parlarvi è un fil di Jean-Luc Godard Che si intitola: Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville


Questa è la trama:

L'agente Lemmy Caution viene inviato in missione in una città extraterrestre per liberare il professor Von Braun e far luce sulla scomparsa degli agenti che l'hanno preceduto. Presentatosi come inviato di un giornale e riuscito a stento a liberarsi di alcuni individui che tentavano di ucciderlo, Lemmy scopre, con l'aiuto di Natacha, figlia di Von Braun, che Alphaville è guidata dittatorialmente da un cervello elettronico, l'Alpha 60 (da notare la somiglianza con il più giovane e famoso Hal 9000 del '68 ), in base ad una ferrea logica di formule che toglie agli abitanti qualsiasi autonomia di giudizio e di azione sotto pena di morte. Lemmy Caution avvicina Von Braun e, al suo rifiuto di seguirlo, lo uccide. Privato del suo inventore e guida, l'Alpha 60 "impazzisce" e gli abitanti della città muoiono o rimangono privati d'ogni capacità d'azione. L'agente si allontana da Alphaville portando con sé Natacha; la ragazza lentamente ritrova in se stessa quei valori sentimentali e morali che le permetteranno di vivere in un mondo libero.


Che dirvi, non mi è piaciuto, ma considerando che è del 1965 e che in francia non avevano certo i mezzi e i soldi che avevano a hollywood, posso dire che può essere considerato un film abbastanza innovativo, uno dei primi del genere.



Il secondo film è di Cronemberg e si intitola "Inseparabili" è del 1988, produzione Canada U.S.A.

Tratta del rapporto tra due gemelli (interpretati entrambi da Jeremy Irons) che sin da piccoli erano affascinati in maniera morbosa dal sesso femminile tanto da diventare poi due famosisimi ginecologi.

I gemelli, indistinguibili e confusi, l'uno con l'altro, da tutti, si scambiavano le donne, il lavoro e addirittura andavano a congressi in loro onore sotto mentite spoglie.

Fino a che uno dei due si innamora di una famosa attrice che scopre essere una mutante, nel senso che ha tre uteri.

Sopragiungono problemi di droga, sogni macabri, liti tra fratelli e in fine....

Sul momento non lo ho apprezzato ma ragionandoci è magistrale come il regista ha reso quel senso di indefinito, di ambiguo, di morboso, di allucinatorio e di pazzia.



E per chi vuole divertirsi guardando un buon film, si noleggi " tutte le donne della mia vita" di Simona Izzo. Divertente, poetico e ITALIANO.

Risultati sondaggio sulle donne


Il sondaggio riguardante le tre canzoni che avevano come argomento l'universo femminile, ha decretato, dall'alto dei suoi nove votanti che Zucchero può anche andare a cagare con zero voti, Baglioni ha ragiunto il 22% (anche se credo che uno dei motivi è stato che pochi hanno ascoltato la canzone) e al primo posto troviamo Fiorella Mannoia (Errico Ruggeri) con "quello che le donne non dicono".

Comunque tre lettere


Questa volta voglio fornire i testi di tre canzoni di altrettanti artisti italiani, che si rifanno, nello scrivere la loro canzone, allo stile epistolare.
Senza che mi dilunghi troppo, vado a scrivere i testi così si può procedere al sondaggio. Naturalmente è sempre meglio, se se ne ha la possibilità, di ascoltarle, perchè sono canzoni e non poesie, nè testi in prosa.

L'anno che verrà: Lucio Dalla

Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.

Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.

E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità



Il disertore: Ivano Fossati


In piena facoltà egregio presidente le scrivo la presente che spero leggerà.

La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro lunedì

Ma io non sono qui egregio presidente per ammazzar la gente più o meno come me

Io non ce l'ho con lei sia detto per inciso ma sento che ho deciso e che diserterò.

Ho avuto solo guai da quando sono nato i figli che ho allevato han pianto insieme a me.

Mia mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà. Quand'ero in prigionia qualcuno mi ha rubato mia moglie e il mio passato la mia migliore età. Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò.

Vivrò di carità sulle strade di Spagna di Francia e di Bretagna e a tutti griderò.

Di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi.

Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro se vi divertirà.

E dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi io armi non ne ho.



Vincent: Roberto Vecchioni


Guarderò le stelle com'erano la notte ad Arles, appese sopra il tuo boulevard; io sono dentro agli occhi tuoi, Víncent.

Sognerò i tuoi fiori, narcisi sparpagliati al vento, il giallo immenso e lo scontento negli occhi che non ridono, negli occhi tuoi, Vincent.

Dolce amico mio, fragile compagno mio, al lume spento della tua pazzia te ne sei andato via, piegando il collo come il gambo di un fiore: scommetto un girasole.

Sparpagliato grano, pulviscolo spezzato a luce e bocche aperte senza voce nei vecchi dallo sguardo che non c'è, poi le nostre sedie le nostre sedie così vuote così "persone", così abbandonate e il tuo tabacco sparso qua e là.

Dolce amico, fragile compagno mio che hai tentato sotto le tue dita di fermarla, la vita: come una donna amata alla follia la vita andava via: e più la rincorrevi e più la dipingevi a colpi rossi per tenerla stretta, gialli come dire "Aspetta!", fino a che i colori non bastaron più... e avrei voluto dirti, Vincent, questo mondo non meritava un uomo bello come te!

Guarderò le stelle, la tua, la mia metà del mondo che sono le due scelte in fondo: o andare via o rimanere via.

Dolce amico mio, fragile compagno mio, io, in questo mare, non mi perdo mai; ma in ogni mare sai "tous le bateaux vont à l'hazard pour rien". Addio, da Paul Gauguin.


Via al voto...


18 nov 2007

Non insegnate ai bambini...

Benvenuti!

Oggi si festeggia la messa in campo di tre nuovi alberelli.
Questa mattina, non tanto presto per dire la verita, mi sono messo una vecchia tutaccia acetata e con la mia vanga in mano sono andato a piantarli.
Vado a presentarli: uno è un melo cachi, uno è un fico e l'ultimo ma di certo non per importanza è un giovanissimo ciliegio a cui è stato dato un nome, si chiama Serpente, potrà sembrare strano, ma chi deve capire sicuramente capirà.
Voglio augurargli una lunga e produttiva vita e vorrei potergli dire, "posso darvi l'acqua" ma mi risponderebbero, "tanto pioverà", potrei dirgli, "posso darvi il sole" e loro direbbero, "grazie ma ce lo abbiamo già" allora non mi rimane che ringraziarli per donarmi i loro frutti e non chiedere niente in cambio. Che milioni di api vengano a fecondare i vostri fiori, semi del sole.

Caro ragazzo

Questa volta voglio fare un post che non riguardi i miei hobby.
Voglio trascrivere una lettera che vorrei qualcuno mi avesse un giorno scritto, ma che così non è stato.
Voglio scriverla perche scrivendo forse riesco a farla ancora più mia e forse perchè qualcuno magari potrebbe leggerla.

Caro ragazzo del mondo che viene, come è difficile affrontare il domani, senza bandiere,senza frontiere, senza una ragione per la quale morire.
Prenditi un popolo cui appartenere, non solo una curva dalla quale gridare e una divisa, una croce, un idea, il futuro è più grande di un campionato.
Prenditi un sogno con rabbia e poesia, insegui il brivido senza pazzia che non sia una corsa a 200 all'ora.
Non ti buttare via.
Prenditi un ideale, ma con lealtà, con coraggio, orgoglio e fedeltà, poche parole di cui essere fiero ed un esempio per il tuo pensiero.
Prenditi un mito su cui costruire e un amico con il quale parlare e un padre un maestro che ti insegni la via, una sfida in salita su cui camminare.
Trova un nemico contro cui lottare, basta coi sorrisi pieni di rancore, bisogna combattere senza odiare per dimostrare quanto vale il cuore.
Non ti buttare via.
Prenditi un futuro in cui sperare, senza pensioni da ripagare, trova un lavoro per il tuo domani da costruire con le tue mani e tieni la rotta verso l'avventura, non farti vincere dalla paura, fai i tuoi sbagli quando sei sicuro ma mantieni sempre il tuo cuore puro e tieni alta la tua gioventù, che compromessi non ne vuole più e stendi al sole la tua bandiera, che abbia sempre un idea vera.
E non ti buttare via.

Non vuol essere una perla di saggezza e non mi voglio fare detentore di chissà quali verità, volevo solo scrivere una cosa in cui credo o almeno credo di credere (permettetemi il gioco di parole).

17 nov 2007

L'argent de poche


Venerdì notte, tornato a casa disgustato dalla visione di Beowulf, mi sono voluto vedere, per rinfrancarmi un pò, "gli anni in tasca" di Francois Truffaut.

In questo film del 1976, il regista francese dà una descrizione di quella che è la vita di bambini dodicenni o giù di lì, sia dentro che fuori la scuola.

Non è niente di trascendentale, ma comunque un film divertente, delicato e intelligente.

Poi i film francesi degli anni '70 hanno un fascino particolare, a partire dagli abiti che indossano gli attori, fino alla bellezza travolgente di certe donne (ma non è questo il caso, delle donne dico).

Sicuramente lo consiglio, ma il mio è solo un semplice parere da appassionato, nulla di più e questo vale per tutti i post.

*******/10

Beowulf

Ieri mi sono visto, al Gallery di Montefiascone, Beowulf l'ennesimo film epico, che questa volta si rifà alla leggenda nordica di questo eroe, per l'appunto Beowulf, un famoso guerriero, conosciuto in tutte le terre del nord e che giunge in Danimarca per sconfiggere un gigantesco trol dall'udito sensibile.
Non stò a raccontarvi altro se non che questo trol era il figlio di uno spirito d'acqua molto potente e che Beowulf si trova a doverlo affrontare.
La storia in se è molto bella, nel perfetto stile delle leggende nordiche, piene di spiriti, eroi, re, amicizia, fedeltà e onore, ma devo dire che ieri sera ci sono caduto con tutte le scarpe.
Perchè? Perchè non sapevo che il film non era recitato da persone vere ma soltanto da animazioni con le faccie di attori famosi.
Erano molto ben fatti, soprattutto i volti anche se ho notato che è impossibile riprodurre l'intensità e il calore di uno sguardo umano, nel film, i personaggi non si sapeva mai dove guardavano e gli occhi non riuscivano a trasmettere niente.
Non mi è affatto piaciuto e come direbbe il puffo Quattrocchi "io odio, i film dove non recitano attori veri"
Ormai io ci sono cascato ma non bisognerebbe far fare un alto incaso a film del genere che sono un offesa per il cinema vero, dove a recitare sono gli attori, a dirigere c'è un regista sul posto con la sua macchina da presa, e per le luci c'è un addetto alla fotografia, non un insieme di persone davanti a dei computer che ricreano quello che che con ingegno e senso artistico si potrebbe filmare così comè. Non andate a vederlo.
***/10

14 nov 2007

Tre colori











Con questo post vorrei consigliare agli interessati una trilogia cinematografica a dir poco emozionante.
Si tratta, come avrete capito, dei film del regista polacco Kieślowski che prendono i loro nomi dai tre colori della bandiera francese: film Blu, film Bianco, film Rosso ( questo è l'ordine).
I film oltre che ai colori della bandiera si rifanno al famoso motto francese post-rivoluzionario: libertè, egalitè, fraternitè.
Tutti e tre i film narrano la storia di una donna, ma è inutile che racconti la trama, posso solo dirvi che la regia è bellissima, lo stile unico e sono di un emotività travolgente.
Nei film spiccano spesso sequenze piene di sfumature del colore in questione e non mancano riferimenti incrociati di tutti e tre i film in tutti e tre i film (scusatemi la forzatura).
film Blu: ********/10
film Bianco:*******/10
film Rosso:********/10

Spike Lee "è veramente tornato grande"

L'anno scorso a marenbad


Prima di guardare questo film, questa sera, mi sono detto: vebbè, così ho anche un altro movie di cui parlare sul blog.

Il film l'ho visto, si intitola "l'anno scorso a marienbad", scheneggiatura dello scritore Alain-Robbe Grillet e regia di Alain Resnais, leone d'oro a Venezia nel 1961.

Beh! Ora mi domando che cosa si possa dire di questo film.

Siamo in un hotel, molto lussuoso, pieno di gente elegante che parla, ma i dialoghi sono freddi, secchi e rimangono come congelati a metà per poi ricominciare, magari, dopo qualche minuto e dopo altre scene.

Un uomo cerca di far ricordare a una donna la promessa, che un anno prima gli aveva fatto, di partire con lui, ma la donna non sembra ricordare oppure... non si sa.

Mentre i due parlano spesso la ripresa cambia sfondo, loro cambiano vestito e posizione e magari mentre camminano per un coridoio, accompagnati da musiche inquietanti e continuando a parlare, si trovano in giardino oppure in camera da letto.

Insomma un film molto onirico, ma non alla Fellini, forse un pò alla Jodorowski ma può anche essere di no.

Sono confusissimo e inquieto, il film non mi ha particolarmente preso ma mi ha lasciato un senso di disagio e di vuoto.

Un film può anche trasmettere qualche cosa di nuovo senza esserci piaciuto particolarmente, per questo:

*****/10


P.S. ci sono specchi ovunque e nelle monotone ore passate all'albergo, gli uomini fanno un gioco con delle carte o con dei bastoncini di legno veramente simpatico e credo divertente. Guardatelo e ditemi che ne pensate.

P.P.S. Uno di questi uomini (il marito di lei) può essere battuto, ma non perde mai!

11 nov 2007

Un anno terribile


Qusto è il titolo dell'ultimo libro che ho letto.

L'autore è John Fante, scrittore contemporaneo, morto una trentina di anni fa, americano, di origini abbruzzesi.

Il libro in se non è il massimo tra quelli che Fante ha scritto, ce ne sono di migliori e quindi non lo consiglierei come primo libro, ma sicuramente dopo capolavori come "chiedi alla polvere" e "la strada per Los Angeles" è un ottimo libro per entrare ancora più a fondo dell'universo Fantiano.

******/10

Donne

Questo post è riservato ad un sondaggio.
Seguiranno, qua sotto, alcuni testi di canzoni di artisti italiani le quali hanno in comune il tema della "Donna".
Per provare ad interagire con voi, vi chiederei di esprimere la vostra preferenza, riguardo alla bellezza delle canzoni e a quale secondo voi sia quella che meglio rappresenta l'universo femminile.

Claudio Baglioni: le donne sono

io ne ho avuta una ch'era un guaio più delle cambiali e piangeva alle feste e rideva ai funerali marinai questi uomini e le femmine sono lontani oceani io con una mi ricordo il primo bacio che le detti attento a dove il naso va e lei rimase tutto il tempo a denti stretti che sparano tappi e stesse cazzate all'occhiello un sedano le donne sono qualche cosa di allegro e 1930 voci a colori pelle di mimosa ombrosità di ascelle cuori nella tormenta le donne sgambano odorose ed hanno sogni chiusi dentro un frullatore insolite insolute insalate capricciose si tolgono i peccati con lo smacchiatore io di un'altra che fu al buio gridolini e friggi friggi quando accesi l'abajour e scoprii l'orsetto con i baffi grigi naufraghi su un tavolo che galleggia nel vino uomo in mare salvatelo le donne sono streghe e fate silenzio di occhi vento di ginestra tutte le stesse gambe accavallate bambine di cortile direttrice d'orchestra le donne fanno l'improvviso e uomo tu non potrai mai sapermi e sono Eve e uve e male e mele in Paradiso e noi chi siamo noi i serpenti o i vermi le pattinatrici girano nella tivù tagliano un'aria di ghiaccio saltano su appese a un braccio e piccoli studiati gesti e piroette nei costumi celesti e le melette nelle guance prendono fiato e prenderanno un dì marito e con la stessa grazia ripiegano le ali in su o belle o brutte le donne sono proprio tante e se si potesse farne una sola di tutte ma anche quella sola no sai che c'è che beviamo contiamo saltiamo alla faccia loro alla faccia delle loro belle facce ... bimbe solinghe strambe meringhe bionde rambe stanghe fiamminghe gambe ambre penombre lusinghe lingue iraconde lunghe gioconde limbi sponde ombre profonde linde fronde lavande ghirlande bande carambe trombe mirambe rumbe sambe mambi milonghe conghe tumbe birimbe birambe bambi colombe sgombri anaconde aringhe oranghe dumbe bagonghe grembi lombi rotonde culandre ghiande caliende bombe ecatombe lande tundre giungle feconde ombre zombi calinde macumbe fiondo pitonghe sghembe malandre blanda jumbe simbe mocambe strombe rambe nefande valanghe monde mutande mumbe gogande umbre malombre langhe strapiombe coimbre mustanghe burunde malinde danga che romba la coiomba aridanga que romba la coiomba

Zucchero: Donne

In cerca di guai Donne a un telefono che non suona mai Donne In mezzo a una via Donne allo sbando senza compagnia Negli occhi hanno dei consigli E tanta voglia di avventure E se hanno fatto molti sbagli Sono piene di paure Le vedi camminare insieme Nella pioggia o sotto il sole Dentro pomeriggi opachi Senza gioia né dolore Donne Pianeti dispersi Per tutti gli uomini così diversi Donne Amiche di sempre Donne alla moda, donne contro corrente... Negli occhi hanno gli aeroplani Per volare ad alta quota Dove si respira l'aria E la vita non è vuota Le e vedi camminare insieme Nella pioggia o sotto il sole Dentro pomeriggi opachi Senza gioia ne dolore Donne In cerca di guai Donne a un telefono che non suona mai Donne In mezzo a una via Donne allo sbando senza compagnia

Fiorella Mannoia: Quello che le donne non dicono

Ci fanno compagnia certe lettera d'amore parole che restano con noi, e non andiamo via ma nascondiamo del dolore che scivola, lo sentiremo poi, abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia è una mancata verità che prima o poi succederà cambia il vento ma noi no e se ci trasformiamo un po' è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi, siamo così è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui, con le nostre notti bianche, ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si". In fretta vanno via della giornate senza fine, silenzi che familiarità, e lasciano una scia le frasi da bambine che tornano, ma chi le ascolterà... E dalle macchine per noi i complimenti dei playboy ma non li sentiamo più se c'è chi non ce li fa più cambia il vento ma noi no e se ci confondiamo un po' è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare ancora con noi. Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate , ma potrai trovarci ancora quì nelle sere tempestose portaci delle rose nuove cose e ti diremo ancora un altro "si", è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui, con le nostre notti bianche, ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro "si"

Naturalmente sarebbe meglio ascoltarle musicate, perche sono canzoni e non poesie, ma io per ora non posso farci niente.
A voi la scelta...


10 nov 2007

Marte Matto

Vi presento il mio cane, si chiama Marte, dovrebbe essere un guerriero (visto il nome) invece è un mattarello.
Guardate che combina nei suoi momenti di svago...

The big Kahuna


Un film singolare.
Quasi interamente girato in una sola stanza, dove stanno i tre protagonisti, tre rappresentanti (Kavin Spacey, Danny De Vito e un terzo che non conosco) che aspettando l'ora del lavoro parlano della vita. Uno (Spaecy) è cinico e "freddo", l'altro (De Vito) è il più anziano, disilluso della vita, del lavoro e ha problemi di coppia, il terzo è un novellino del mestiere e cerca di capire dalle parole dei due veterani cosa sia meglio fare. Ma il discorso si allarga su piani più profondi.
Un film molto bello.

Vi lascio con il monologo che chiude il film, in realtà dovrebbe essere recitato in inglese e musicato appropriatamente ma ci stiamo organizzando.

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite. Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso. Quante possibilità avevi di fronte, che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava. Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica. I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio. Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta! Non essere crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti. Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro. La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso. Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti-conto. Rilassati! Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno. Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno. Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no.Forse divorzierai a quarant'anni. Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio. Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse, come quelle di chiunque altro. Goditi il tuo corpo, usalo in tutti i modi che puoi, senza paura e senza temere quel che pensa la gente. E' il più grande strumento che potrai mai avere. Balla! Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza: ti faranno solo sentire orrendo. Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, i più preziosi, rimarranno. Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca. Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa. I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta.

Valore

Volevo commentare il film di questa sera, ma poi ho creduto che fossero troppi quattro post di fila sul cinema.
Allora mi sono messo a rileggere un mio vecchi scritto di qualche anno fa e volevo pubblicare quello, ma ancora non mi sento pronto ad aprirmi così tanto a voi, non so neanche chi siete e che vi passa per la testa.
Così trascrivo un altra poesia a mio avviso molto bella, leggetela ad alta voce e modulate bene le parole.


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, acorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov' è il nord, qual'è il nome del vento che stà asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che ci sia un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.

9 nov 2007

L'amore che non muore




L'ultimo film di questa settimana viterbese è stato, "l'amore che non muore" ( titolo originale-La veuve di saint-pierre) un film di quel regista che ormai è diventato un faro nella mia ricerca di film validi e cioè Patrice Leconte.


La vicenda si svolge in un isola francese vicino alle coste canadesi intorno al 1850.


Un uomo (molto importante, questo uomo è il regista Emir Kusturica che qui si veste dei panni dell'attore) viene condannato per omicidio ma sull'isola mancano sia boia che ghigliottina (da dopo la rivoluzione la repubblica ha imposto che le esecuzioni vengano svolte soltanto tramite l'uso di questa "macchina") e quindi si rimanda l'esecuzione e il condannato comincia a compiere nell'isola lavori socialmente utili sotto la protezione di Madame La (Juliette Binoche) moglie del capitano dell'isola (Daniel Auteuil-grandissimo attore) personaggi a loro modo singolari che fanno parlare di se in quella terra.


Il condannato si accattiva la simpatia della gente e così anche quando, sotto richiesta del governatore, arriva da Parigi la ghigliottina, nessuno è disposto a fare il boia, così...


Anche questo, bel film, anche se non in perfetto stile Lecontiano, infatti la scheneggiatura è di Claude Faraldo.


Bravissimi Auteuil e Kusturica, incantevole come sempre Juliette Binoche.


*******/10


Le vite degli altri


Berlino est, 1984, la Stasi (polizia di stato) fa vivere in un clima di terrore i cittandini della repubblica democratica tedesca (DDR).

Tutti gli intellettali non aderenti al regime sono stati allontanati o resi non operativi.

Soltanto uno di loro sembra non esere un problema fino a che...

Qui mi pare che mi sono tenuto buono, no?

Rimane una cosa da dire, un capitano della Stasi si occupa però del controllo di questo scrittore e piano piano si rende conto che il regime a cui aveva giurato fedeltà non è poi così giusto come credeva.

Un film molto bello, dove l'interesse sale a poco a poco fino a farti fremere sul finale bellissimo della pellicola.

Nolegiatelo e guardatelo, per alcuni sicuramente ne varrà la pena.


Anno: 2006

Nazione: Germania

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 138'

Data uscita in Italia: 06 aprile 2007

Genere: drammatico


Quasi dimenticavo, ha vinto l'oscar 2006 per il miglior film in lingua straniera.


*******/10

Giorni e nuvole


Martedì sono andato a quell'ex night club che è il cinema "Azzurro" di viterbo, un cinema di dimensioni bibliche, la cui larghezza supera almeno di una volta e mezza la sua lunghezza ( che di per se è gia spropositata), quindi anche mal strutturato per un cinema (infatti prima era un night).
Seduti in un modo che definire scomodo vorrebbe dire scherzare, su poltrone che avranno almeno 20 anni e date le origini avranno visto tante tantissime cose che è bene non nominare, mi sono visto, avvolto nel cappotto e con il cappello fin sugli occhi (era un freddo micidiale là dentro), l'ultimo film di Silvio Soldini, con Margherita Buy e Antonio Albanese.
Dunque...il film, come tutti sapranno, visto il bombardamento pubblicitario, parla di una coppia benestante e "colta" ( M.B. e A.A.) che vivono in un bell'appartamento con la loro figlia Alice, coproprietaria con alcuni soci di un ristorantino.
Beh! Fatto stà che Lui viene fatto fuori, dai suoi soci, dalla ditta che amministrava, poichè sosteneva idee non più adatte alle esigenze di una azienda dinamica, Lei all'oscuro di tutto, si laurea in "beni culturali" e segue un restauro (non pagata) per pura passione artistica.
Facendola corta, si trovano con solo pochi soldi in banca, con amici ai quali si vergognano di chiedere aiuto e amici che rifiutano loro l'aiuto.
Lei trova lavoro il un call center e in più fa la segretaria, così è costretta a rinunciare al restauro, Lui non riesce a trovare niente e si esaurisce a poco a poco a non fare nulla nella casa nuova che non è certo come quella che hanno dovuto vendere.
Scusate, forse non dovrei dilungarmi tanto sulla trama, perche chi non ha visto il film si potrebbe anche incazzare.
Comunque è un bel film italiano, che affronta temi attuali come la disoccupazione, il precariato, la vita da matrimonio in crisi e i rapporti genitori-figli.
Sicuramente da vedere, anche se abbastanza angosciante, pieno di ansie e tristi verità ma con un bel finale, non a sorpresa.
******/10

5 nov 2007

La casa del sonno


La casa del sonno.

Dunque...

Uno dei libri di Coe, il primo che ho letto dell'autore britannico e credo rimarrà l'unico per un bel pò.

Me lo ha consigliato un'amica dicendomi che Coe è il suo autore preferito e io di questa amica mi fido.

Beh! é scritto bene, questo decisamente, ci sono bei richiami al cinema neorealista e non solo, analizza bene i protagonisti e ti dà con il trucco dei capitoli pari e dei capitoli dispari, trattanti rispettivamente di due periodi distanti circa 10 anni, una completa e complessa visione di insieme.

Il problema che ho trovato è stato quello che non mi richiamava, cioè non avevo la solita meravigliosa gioia nel mettermi a leggere, non lo desideravo.

Questo perche è permeato di una tristezza particolare (e pensare che io con le cose tristi e toccanti ci vado a nozze), una tristezza alla quale ti devi arrendere e che si spalma su tutto il romanzo e questo mi disturbava, non c'era riparo da essa.

La persona che mi ha consigliato il libro lo ha definito "agrodolce" e come ho detto a lei, anche se questa parola attribuita a un libro e non a delle cipolline mi da un pò sui nervi, credo sia la parola giusta.

*****/10

4 nov 2007

La fiammiferaia


Ho appena finito di vedere "la fiammiferaia" un film di questo signore che vedete sopra.
Che dire, è la storia di questa ragazza che lavora in una fabbrica di fiammiferi ( da qui il nome) che deve mantenere i suoi genitori che, a quanto sembra non hanno voglia di fare un c***o, consuma un amore di una notte con un silenzioso, sembra ricco, figlio di puttana del quale rimane incinta.
Forzata da i genitori e finanziata dall'uomo ricorre all'aborto.
Ma a questo punto le cominciano a girare le palle che non ha, compra del veleno per topi e mettendolo dentro ad una boccetta lo distribuisce a volontà con l'inganno a chi la ha costretta a una vita misera e triste, anche a un povero coglione che non c' entrava niente ma ha fatto l'errore di volerla abbordare in un momento sbagliato. E alla fine....
Basta, ho detto anche troppo, anche se non credo che sapere la trama di un film, specie se di questo genere, rovini di molto i piacere che dà nel guardarlo.
Da quello che ho scritto, sembrerebbe un film dinamico, invece è 1 ora e 10 minuti di silenzio quasi assoluto e di facce statiche e inespresive, compresa la protagonista che non è proprio una bellezza. Dalla trama avrebbe dovuto emozionarmi, invece non mi ha toccato molto, dal fatto che è un film scandinavo (produzione svezia/finlandia) dell'89 potete forse capire il perchè.
Comunque sono contento di averlo visto, un altra ora e una manciata di minuti passati davanti al lavoro di un artista della macchina da presa.
Molto interesante l'inizio, dove da sezioni di tronchi enormi, attraverso tutto il processo si arriva ad ottenere migliaia di fiammiferi, che vengono impacchettati e posti sotto il controllo visivo, per gli ultimi ritocchi, di una operaia bionda. è cosi che incontriamo lei.
Comunque lo consiglio, ******/10

3 nov 2007

Al termine della passeggiata




Di ritorno da una bella passeggiata, non c'è niente di meglio di mangiarsi una fresca, dolce e tanto arancione mela cachi... aahh!
Con i suoi beta-caroteni, la sua polpa dura e fluida insieme. Gnammy gnammy, quasi quasi me ne vado a mangiare un' altra...
è stata una bella camminata, da S. Angelo fino quasi al Sambucheto, con Marte sempre avanti ad annusare terra e aria e a lasciare qua e là le sue deiezioni.
L'aria era tiepida, il sole splendente, un leggero vento e la mia Serena con me.

Seta

Nel mentre che aspetto l'ora per andarmene a fare una passeggiata tra gli alberi di Monte Rufeno, volevo riportare un piccolo passo di un brevisimo capitolo di Seta, uno dei libri di Alessandro Baricco.

Voglio anche giustificare la mia scelta.

Ieri sera sono andato al cine a vedermi l'omonimo film tratto da questo romanzo e tornando a casa mi è venuta la voglia di rileggere il piccolo libro, soltanto 100 pagine e così ho fatto.

L'impressione che mi aveva dato il film è stata confermata dalla seconda lettura del romanzo e cioè, di una dispersione di intensita, come di una goccia di colore (il libro) disciolta il un grande bicchiere d'acqua, quello che ottenete è una diluizione, una separazione delle molecole del colore nell' acqua che quindi assume una colorazione più tenue, meno incisiva, più leggera(il film).

Con questo non voglio dire che il film sia da buttare, specialmente sul finale mi ha fatto bagnare gli occhi ma certo non mi ha fatto salire quel groppo in gola come invece ha fatto il libro.

Comunque, non voglio esagerare come prima pubblicazione di questo genere, mi limito a trascrivere il piccolo passo, augurandomi che sia abbastanza intenso da descrivere lo stile e la bellezza di quel grande scrittore che è Baricco.




A sua moglie Hélène Joncour disse che doveva andare a Nimes, per affari. E che sarebbe tornato il giorno stesso.Salì al primo piano, sopra il negozio di tessuti, al 12 di rue Moscat, e chiese di Madame Blanche. Lo fecero aspettare a lungo. Il salone era arredato come per una festa iniziata da anni e finita mai più. Le ragazze erano tutte giovani e francesi. C'era un pianista che suonava, con la sordina, motivi che sapevano di Russia. Alla fine di ogni pezzo si passava la mano destra tra i capelli e mormorava piano -Voilà.

Prova d'orchestra

Si, voglio provare anche io a gestire un blog.
Anche se non credo che il mio modo di vedere le cose e quindi di farle sia adatto per questo genere di "attività".
Lo dirò subito, ho intenzione di fare un blog "intimo" se mi concedete il lusso di questa parola quanto mai inappropriata per un qualcosa che viene messo alla mercé di chiunque abbia una linea telefonica e un computer.
Vorrei poterci scrivere di tutto quello che mi piace, che mi affascina, che mi commuove, che mi diverte, così, come piace a me e tanto per chiarirci, non sarà un blog allegro ma neanche triste, sarà il mio blog ma tanto questo indirizzo non lo avrà quasi nessuno e quindi quasi nessuno potrà dirmi la solita frase: "pensi sempre alle cose serie".
Con il tempo ci conosceremo meglio e forse anche io entrerò nella filosofia dei blogger. Per ora vi lascio questo post (mi sembra si chiamino così), che prende il suo titolo da un breve film di genio, se non lo conoscete guardatevelo, ma prima scoprite chi è il regista.