3 nov 2007

Seta

Nel mentre che aspetto l'ora per andarmene a fare una passeggiata tra gli alberi di Monte Rufeno, volevo riportare un piccolo passo di un brevisimo capitolo di Seta, uno dei libri di Alessandro Baricco.

Voglio anche giustificare la mia scelta.

Ieri sera sono andato al cine a vedermi l'omonimo film tratto da questo romanzo e tornando a casa mi è venuta la voglia di rileggere il piccolo libro, soltanto 100 pagine e così ho fatto.

L'impressione che mi aveva dato il film è stata confermata dalla seconda lettura del romanzo e cioè, di una dispersione di intensita, come di una goccia di colore (il libro) disciolta il un grande bicchiere d'acqua, quello che ottenete è una diluizione, una separazione delle molecole del colore nell' acqua che quindi assume una colorazione più tenue, meno incisiva, più leggera(il film).

Con questo non voglio dire che il film sia da buttare, specialmente sul finale mi ha fatto bagnare gli occhi ma certo non mi ha fatto salire quel groppo in gola come invece ha fatto il libro.

Comunque, non voglio esagerare come prima pubblicazione di questo genere, mi limito a trascrivere il piccolo passo, augurandomi che sia abbastanza intenso da descrivere lo stile e la bellezza di quel grande scrittore che è Baricco.




A sua moglie Hélène Joncour disse che doveva andare a Nimes, per affari. E che sarebbe tornato il giorno stesso.Salì al primo piano, sopra il negozio di tessuti, al 12 di rue Moscat, e chiese di Madame Blanche. Lo fecero aspettare a lungo. Il salone era arredato come per una festa iniziata da anni e finita mai più. Le ragazze erano tutte giovani e francesi. C'era un pianista che suonava, con la sordina, motivi che sapevano di Russia. Alla fine di ogni pezzo si passava la mano destra tra i capelli e mormorava piano -Voilà.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Credo che non lo guarderò il film...
rovinerebbe, o quantomeno falserebbe tutto quello che ho immaginato...


...ho riletto la lettera di Hélène... per l'ennesima volta...
solo la luce dell'abat-jour che illumina la stanza, il libro sul cuscino e io distesa a sfogliare...
l'ho riletta di nuovo, ma questa volta è stato diverso dalle altre: l'ho fatto ad alta voce, e mi sono emozionata molto....