La casa del sonno.
Dunque...
Uno dei libri di Coe, il primo che ho letto dell'autore britannico e credo rimarrà l'unico per un bel pò.
Me lo ha consigliato un'amica dicendomi che Coe è il suo autore preferito e io di questa amica mi fido.
Beh! é scritto bene, questo decisamente, ci sono bei richiami al cinema neorealista e non solo, analizza bene i protagonisti e ti dà con il trucco dei capitoli pari e dei capitoli dispari, trattanti rispettivamente di due periodi distanti circa 10 anni, una completa e complessa visione di insieme.
Il problema che ho trovato è stato quello che non mi richiamava, cioè non avevo la solita meravigliosa gioia nel mettermi a leggere, non lo desideravo.
Questo perche è permeato di una tristezza particolare (e pensare che io con le cose tristi e toccanti ci vado a nozze), una tristezza alla quale ti devi arrendere e che si spalma su tutto il romanzo e questo mi disturbava, non c'era riparo da essa.
La persona che mi ha consigliato il libro lo ha definito "agrodolce" e come ho detto a lei, anche se questa parola attribuita a un libro e non a delle cipolline mi da un pò sui nervi, credo sia la parola giusta.
*****/10
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