
Questa volta voglio fornire i testi di tre canzoni di altrettanti artisti italiani, che si rifanno, nello scrivere la loro canzone, allo stile epistolare.
Senza che mi dilunghi troppo, vado a scrivere i testi così si può procedere al sondaggio. Naturalmente è sempre meglio, se se ne ha la possibilità, di ascoltarle, perchè sono canzoni e non poesie, nè testi in prosa.
L'anno che verrà: Lucio Dalla
Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.
E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità
Senza che mi dilunghi troppo, vado a scrivere i testi così si può procedere al sondaggio. Naturalmente è sempre meglio, se se ne ha la possibilità, di ascoltarle, perchè sono canzoni e non poesie, nè testi in prosa.
L'anno che verrà: Lucio Dalla
Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.
E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch'io.
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità
Il disertore: Ivano Fossati
In piena facoltà egregio presidente le scrivo la presente che spero leggerà.
La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro lunedì
Ma io non sono qui egregio presidente per ammazzar la gente più o meno come me
Io non ce l'ho con lei sia detto per inciso ma sento che ho deciso e che diserterò.
Ho avuto solo guai da quando sono nato i figli che ho allevato han pianto insieme a me.
Mia mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà. Quand'ero in prigionia qualcuno mi ha rubato mia moglie e il mio passato la mia migliore età. Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò.
Vivrò di carità sulle strade di Spagna di Francia e di Bretagna e a tutti griderò.
Di non partire più e di non obbedire per andare a morire per non importa chi.
Per cui se servirà del sangue ad ogni costo andate a dare il vostro se vi divertirà.
E dica pure ai suoi se vengono a cercarmi che possono spararmi io armi non ne ho.
Vincent: Roberto Vecchioni
Guarderò le stelle com'erano la notte ad Arles, appese sopra il tuo boulevard; io sono dentro agli occhi tuoi, Víncent.
Sognerò i tuoi fiori, narcisi sparpagliati al vento, il giallo immenso e lo scontento negli occhi che non ridono, negli occhi tuoi, Vincent.
Dolce amico mio, fragile compagno mio, al lume spento della tua pazzia te ne sei andato via, piegando il collo come il gambo di un fiore: scommetto un girasole.
Sparpagliato grano, pulviscolo spezzato a luce e bocche aperte senza voce nei vecchi dallo sguardo che non c'è, poi le nostre sedie le nostre sedie così vuote così "persone", così abbandonate e il tuo tabacco sparso qua e là.
Dolce amico, fragile compagno mio che hai tentato sotto le tue dita di fermarla, la vita: come una donna amata alla follia la vita andava via: e più la rincorrevi e più la dipingevi a colpi rossi per tenerla stretta, gialli come dire "Aspetta!", fino a che i colori non bastaron più... e avrei voluto dirti, Vincent, questo mondo non meritava un uomo bello come te!
Guarderò le stelle, la tua, la mia metà del mondo che sono le due scelte in fondo: o andare via o rimanere via.
Dolce amico mio, fragile compagno mio, io, in questo mare, non mi perdo mai; ma in ogni mare sai "tous le bateaux vont à l'hazard pour rien". Addio, da Paul Gauguin.
Via al voto...
4 commenti:
...canzone eccezionale!
per una che come me non conosce vecchioni, ascoltare questo suo lavoro per primo (di una lunga serie, spero...) vuol dire innamorarsene subito. Mi ha affascinato moltissimo, e ascoltarlo seguendo le parole del testo me lo ha fatto apprezzare ancora di più.
"scommetto un girasole"... mi ha colto di sorpresa..è una frase di una naturalezza impressionante.
Poi le sedie, il tabacco, la pazzia, le stelle, il grano, la vita...i colori... Ogni parola mi rimanda (oltre che alle varie opere del pittore, secondo me grandioso) ad una cascata di immagini che corrono svelte nella mente, aiutate dalla musica (bellissima anche questa).
[Il blu, il sole, il giallo di vah gogh...non ti fanno venire in mente niente?]
Grazie per avermela fatta ascoltare!
canzoni di altri livelli..
anche se la mia preferita, non solo tra queste tre ma in generale è "l'anno che verrà", Lucio Dalla.
ti consiglio sempre dello stesso "Futura" o forse la sai già..
...sono contento che grazie al mio post tu abbia apprezzato ancora di più questa canzone, è meravigliosa.
Come del resto in maniera diversa lo è "l'anno che verrà".
Grazie ad anonimo per il suo consiglio, ma fortunatamente Futura la conosco già e concordo con te, è bellissima
..è disarmante come Dalla nell'anno che verrà trascina l'ascoltatore nel più intimo e quotidiano "vivere" i propri giorni.. le abitudini.. la ciclicità e a volte la monotonia dei giorni invernali e l'attesa per un presunto nuovo anno ricco di aspettative a cui a volte è difficile credere...
Nonostane poi (come tu ben sai, mio caro Fede) a me non fa impazzire come cantautore..
A cesare quel che è di Cesare.. ;)
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